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Il volo della sirenetta - Parte II

C'era una sola persona in grado di aiutarla: la terribile Strega del Mare. La decisione era presa, la sirenetta nuotò verso la zona più spventosa dell'oceano, dove i gorghi vorticavano come ruote di mulino, e braccia melmose si tendevano per acchiappare tutto ciò che passava vicino. 
Trovò la Strega del Mare seduta davanti casa sua, con un rospo che mangiava dalla sua stessa bocca.
"So quello che vuoi", disse la Strega del Mare. "Ed è proprio da sciocchi. Eppure sì, ho una pozione che può dividere la tua coda in due gambe. Ma bada bene, a ogni passo ti sembrerà di camminare sui coltelli, e una volta varcato questo confine non potrai mai più tornare nell'oceano, né alla tua vita di prima. Lo vuoi ancora?".
La sirenetta annuì, aveva deciso.
"Non correre troppo! Se il principe sposerà un'altra, il giorno dopo il tuo cuore si spezzerà e tu verrai trasformata in schima del mare".
"Non ho paura di questo", disse la sirenetta.
"Ma non è finita qui! Non scordare il mio compenso. In cambio voglio la tua dolce voce. Sei sempre decisa ad accettare?".
Se si fosse fermata a riflettere, la sirenetta avrebbe provato paura, ma il suo desiderio era così irrefrenabile che niente le importava più. E così disse le sue ultime parole: " E' un rischio che voglio correre".
Al che, la Strega del Mare le porse la pozione e, in cambio, si prese la sua lingua.
Ogni giorno sembrava avere in serbo qualcosa di nuovo e c'erano tante cose che la divertivano.
"Sei così curiosa!" le diceva il principe. "Fai sembrare speciali anche le cose più ovvie. Resta con me per sempre". E le diede dei cuscini di velluto perché potesse dormire davanti alla sua porta.
Ma il sonno non arrivava facilmente. Quando l'eccitazione del giorno scemava, e il palazzo dormiva, la sirenetta si faceva inquieta. Le capitava di scendere sulla spiaggia per rinfrescarsi nell'acqua i piedi bollenti. Poi il pensiero tornava agli accadimenti della giornata, ai suoi cari e alla sua vecchia vita nel mare. Ma che la strada non fosse facile lo sapeva, si diceva da sola, perciò doveva avere pazienza.
In una notte di tempesta vide sulle onde le sue sorelle, che cantavano mano nella mano. Le andarono subito incontro e le dissero che la Strega del Mare aveva raccontato loro cosa le aveva fatto. "Sei sempre stata così diversa da noi, e ora lo sei ancora di più! Ma sei felice?", le chiesero, e poi scoppiarono in lacrime vedendo che lei non poteva rispondere.
Passarono i mesi e il principe si attaccò alla sirenetta come si può fare con un cucciolo, senza mai pensare di sposarla. Lei soffriva vedendo che l'amore di lui era di natura diversa dal suo. E con un brutto presentimento, si ricordò dell'ammonimento della Strega del Mare: se lui avesse sposato un'altra, il giorno dopo lei si sarebbe trasformata in schiuma del mare.
"Non mi ami forse più di ogni altra cosa?", cercava di chiedergli con gli occhi.
"Tu mi sei così cara, mia povera piccola muta - diceva il principe, vedendo il suo sguardo. - E' strano, ma tu mi ricordi una donna che una volta mi ha salvato la vita. Ero sul punto di affogare e ricordo il suo viso come se fosse un sogno lontano, eppure lei è l'unica che potrei sposare. Fino ad allora, comunque, ci sarai tu a ricordarmi di lei. Resta per sempre con me!".
Poi un giorno accadde quel che la sirenetta aveva sempre temuto. Al principe fu trovata una moglie - la principessa di un regno vicino. "Il mio cuore appartiene alla donna che mi ha salvato - disse lui. - Ma poiché non riesco a trovarla, andrò a conoscere questa principessa. Tu resta con me!". E poiché non aveva alcuna voglia di andarsene, la sirenetta non trovò via d'uscita.
Si imbarcarono tutti su una grande nave, e nel portarla a bordo il principe disse alla sirenetta: "Spero tu non abbia paura del mare, anche se quando ti ho trovata sugli scogli eri quasi affogata". Durante il viaggio, le raccontò storie di tempeste e di strane creature che abitavano il fondo del mare, e lei sorrideva, perché nessuno conosceva quelle cose meglio di lei.
Furono ricevuti a palazzo con grande sfarzo, e quando comparve la principessa, la sirenetta rimase senza fiato. La ragazza le somigliava terribilmente, e aveva una bellissima voce - bella quasi quanto quella che lei aveva ceduto alla Strega del Mare.
Nell'attimo stesso in cu il principe la vide, corse ad abbracciarla urlando: "Sei tu! Sei proprio tu quella dei miei sogni! Non avrei mai pensato di trovarti, e invece eccoti qua! Dobbiamo sposarci subito! Non sono mai stato così felice - disse poi rivolgendosi alla sirenetta - e so che lo sei anche tu, poiché nessun altro mi vuole bene come te".
La sirenetta sentì che il suo cuore stava per spezzarsi, mentre tutto intorno il regno scoppiava di gioia per quel matrimonio.
Quella stessa sera, lo sposo, la sposa e il loro seguito tornarono con la nave al regno del principe. Nella notte, la sirenetta passeggiava sul ponte contando le ore fino all'alba. La Strega del Mare aveva segnato il suo destino - quella era la fine del suo viaggio.
"E dunque, ecco dove mi ha portato la mia scelta - pensava. - A cambiare me stessa e a soffrire tante pene per niente!". Per la prima volta provò una grande rabbia.
Poi a un tratto, ecco che nell'oscurità a fianco della nave vide nuotare le sue sorelle, con le facce tristi e le teste rapate.
"Abbiamo dato i nostri capelli alla Strega del Mare - le dissero - in cambio di un coltello magico. Ficcalo nel cuore del principe prima dell'alba, e bagnati le gambe col suo sangue. Riavrai indietro la tua coda e potrai tornare da noi. Sbrigati! Il sole sta per sorgere".
Le passarono il coltello e si inabissarono nel mare".
La sirenetta guardò il cielo che si illuminava e il coltello affilato che aveva in mano. La sua rabbia rifluì dentro di esso, mentre lei ripensava al principe che dormiva nella sua cabina, col cuore rapito dalla novella sposa.
Un solo colpo sarebbe bastato per prenodersi la sua vendetta, e per riavere indietro la sua vita di un tempo.
La sirenetta sgusciò lungo il ponte della nave verso la finestra della cabina del principe. Mentre spiava la coppia che dormiva all'interno, intravide il proprio riflesso e si fermò, col coltello in mano. Non riusciva a riconoscere se stessa.
Nel corso di tutte le trasformazioni e i cambiamenti che aveva procurato e inflitto a se stessa, mai aveva avuto paura. Ora era spaventata da quello che stava per diventare.
Piano piano, la verità affiorò dentro di lei - il principe non aveva nulla a che fare con la propria sventura. Lui era sempre stato premuroso con lei a suo modo, e quello era l'unico modo che conosceva, non ce n'erano altri. Lui non sapeva niente della sua storia, e non poteva assumersi il fardello dei suoi sogni. La trappola in cui si trovava adesso se l'era costruita da sola.
E se l'avesse ucciso per tornare alla vita di un tempo, si sarebbe fatta ancora più male, perché mai avrebbe sopportato di uccidere qualcuno che aveva amato. Ormai non c'era più modo di tornare indietro. Non era dunque 
meglio vivere come schiuma del mare, lasciandosi attraversare dalle onde e dalla sabbia, piuttosto che riprendere le sembianze di un tempo, consumate da tanti viaggi?
E così, sollevata, gettò via il coltello, nell'acqua.
Ed ecco che accadde una cosa strana. Quando il coltello magico toccò le onde, il mare cominciò a ribollire, e piuttosto che prenodere la forma di schiuma, la sirenetta si sentì sollevare nell'aria. Si vide circondata da una nube di esseri talmente sottili da attraversarli con lo sguardo. Avevano voci dolci, ma nessun essere umano era in grado di udirli, così come nessun occhio umano era in grado di vederli.
"Chi siete?", chiese, scoprendo che le era tornata la voce.
"Siamo le figlie dell'aria - le risposero. - E adesso tu sei una di noi".
La sirenetta rimase estasiata. " Io sono nata nell'acqua - disse. - E conosco anche il mondo che sta a riva. Non mi resta da esplorare che l'aria, e a quanto pare qui c'è maggiore libertà che nel mare e sulla terra. Non poteva esserci ricompensa migliore, per una come me".
E così volò via per unirsi alle nuvole sempre cangianti e in moto perpetuo che veleggiano lassù.
 

 

Il testo è una rivisitazione indiana della favola della Sirenetta, i testi sono di Gita Wolf e Sirish Rao

 
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